MEDITERRANEO : RUSSIA E USA PROVA DI FORZA
8 dicembre 2011 - Le due potenze che attualmente stanno affrontando importanti crisi interne, mostrano i muscoli con la scusa della crisi siriana. I satelliti stanno registrando da alcuni giorni notevoli movimenti delle flotte, con riposizionamenti nell'area del Mediterraneo.
Alcuni giorni fa dal porto di Severemork, nel Mar Artico, è salpata una possente squadra navale russa composta dalla portaerei Admiral Kuznetzov (immagine a sinistra), la nave antisommergibili Admiral Ciabanenko, accompagnate dalla scorta e da navi cisterna, la destinazione probabile Mediterraneo.
La diplomazia russa sostiene che si tratta di un'esercitazione prevista da mesi e non riguarda la crisi siriana. Da indiscrezioni si sa che la squadra navale farà scalo a Tartus, uno strategico porto siriano utilizzato dai russi fin dai tempi dell’Unione Sovietica.
Altre notizie di movimenti arrivano dai media egiziani che hanno segnalato nelle ultime ore numerosi passaggi di unità navali statunitensi attraverso il canale di Suez verso il Mediterraneo orientale. Sin tratta della squadra navale di cui fa parte la portaerei USS George HW Bush, la nave più avanzata nell'arsenale americano. La situazione in Siria si sta facendo sempre più delicata. L'ambasciatore Usa a Damasco, Robert Ford, tornerà in Siria questa sera dopo aver completato le sue consultazioni a Washington. Ford era stato richiamato in patria il 24 ottobre dopo aver ricevuto "minacce credibili contro la sua incolumità". Poche ore dopo, la Siria aveva a sua volta richiamato il proprio ambasciatore a Washington, Imad Moustapha. "La mobilitazione di unità navali da parte delle grandi potenze ha lo scopo di fare pressioni e raggiungere un obiettivo politico" ha spiegato all’agenzia di stampa AdnKronos, Sameh Saif al Yazel, ex numero due dell’intelligence egiziana, riferendosi alla Siria. Non ci sono più dubbi la concentrazione di forze navali è attratta dalla crisi siriana. Il problema di una probabile escalation è giustificata dai problemi interni che i due capi di stato hanno nei loro paesi. In Usa Obama deve fronteggiare la crisi economica, in Russia Putin è al centro di furiose polemiche per l'esito delle recenti elezioni. Entrambe hanno interesse a guadagnare consensi .
Secondo al Yazel, l’obiettivo americano è "spingere Damasco ad accettare le richieste della Lega Araba (stop alle violenze e osservatori internazionali nda), che godono del consenso internazionale. In caso di rifiuto è possibile ricorrere alle armi bombardando siti militari o imponendo una “no fly zone” per proteggere i civili». La richiesta di zone di non sorvolo o cuscinetto sulle frontiere siriane è un cavallo di battaglia degli oppositori del governo di Damasco scesi in piazza negli ultimi nove mesi. Martedì a Ginevra il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha incontrato sei esponenti in esilio del Consiglio nazionale siriano, che si batte per rovesciare il presidente Assad.
Mosca e Pechino non sono favorevoli a qualsiasi intervento militare, come in Libia. A livello internazionale continuano le iniziative per
boicottare la nazione siriana fino a quando non termineranno le azioni violente contro la popolazione civile.
Ieri la Turchia ha annunciato nuove sanzioni commerciali contro la Siria grazie a una tassa del 30% sulle importazioni da oltreconfine. Il governo di Ankara non ha mai escluso la creazione di una zona cuscinetto per i profughi (sono già 7500 in Turchia) e per il Libero esercito siriano composto da disertori.
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